lunedì 24 ottobre 2016

Dieta Mediterranea: storia e benessere di uno stile di vita

La dieta mediterranea rappresenta uno stile di vita, e non solo  un stile di alimentazione, un insieme  di diversi fattori: antropologici, sociale, economici, gastronomici e ambientali /paesaggistici. Per  diversi decenni, essa è stata considerata come una delle tante diete ( nel senso di riduzione del peso corporeo) da seguire, solo dalla fine degli  anni 90, grazie a numerosi studi medico/scientifici  la comunità scientifica ha rivalutato le scoperte fatte dance Keys nei lontani anni 50
 Nel 2010, senza non poche difficoltà l ‘Unesco ha inserito la dieta mediterranea nella lista del patrimonio immateriale. 
Ci si è resi conto che la Dieta Mediterranea rappresenti un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. Il termine dieta non deve essere visto solo in base ai suoi valori nutrizionali ma soprattutto per la storia dei popoli, la cultura materiale,la tutela del paesaggio, la biodiversità, la dimensione sociale e rituale  del cibo, le regole di vita e di comportamento. 
 La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, ma anche delle tecniche riproduttive e colturali degli stessi che si ottengono solo attraverso il   rispetto delle tradizioni delle comunità mediterranee. 
Con il  termine “Dieta” si fa riferimento  all'etimo greco “stile di vita”, cioè all'insieme delle pratiche, delle  rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi  tra l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare.   Così facendo il concetto di dieta mediterranea si  pone come anello di congiunzione tra passato e presente, e si presta a essere salvifica chiave di lettura per la modernità volta al recupero di un consapevole rapporto  con il cibo, al ritorno di stili di vita a considerare il pasto come un atto sociale, oltre che gastronomico, ed a pensare alla condivisione del cibo  come a una manifestazione tangibile degli affetti, dei valori e delle relazioni interpersonali  più significative. 
Il predetto valore è dovuto dalle ideali condizioni climatiche: regime plurimetrico modesto, concentrazione delle precipitazioni  nei mesi autunnali  e invernali, lunghe estate caldi e secche. L’area inoltre è composta  da tre ecosistemi complementari: mare, piattaforma continentale pianure costiere o situate in prossimità di corsi d’acqua. 
 Le ricerche condotte da Keys hanno posto sotto l’obiettivo internazionale la validità del modello alimentare mediterraneo, ma contaminato da un sistema ambientale  incontaminato e scandito da eventi  modelli di vita molto particolari che si ripercuotevano sul tipo di alimentazione e/o produzione.
I diversi studi condotti anche nel Seven Countries Study hanno evidenziato come la dieta mediterranea per sua natura tende a prediligere il consumo di prodotti di stagione localmente disponibili, riducendo sensibilmente, in questo modo, il contributo in atmosfera della CO2 dovuta ai trasporti. Nella dieta mediterranea inoltre la quantità di proteine provenienti da prodotti di origine animale rappresenta solo 1/3 delle proteine totali. Ciò è dovuto al moderato consumo di carne previsto dalla dieta. 
Nel caso della dieta mediterranea le quantità consumate di frutta e vegetali nonché di cereali (sotto forma soprattutto di pane e pasta) presentano valori decisamente più pronunciati rispetto al modello di tipo statunitense, il quale, come si vede, predilige soprattutto prodotti di origine animale: i valori della carne, del latte e derivati sono nettamente più alti rispetto a quelli riscontrati per la dieta mediterranea.
Keys fu il primo a dare risalto al rapporto fra l'assunzione di energia, il dispendio energetico ed il tasso metabolico a riposo, fornendo la comprensione della dispersione di calorie in attività e dei fenomeni totali che conducono all'obesità

MA A SEI ANNI DALL'INSERIMENTO NELLA LISTA PATRIMONIO IMMATERIALE COSA SANNO GLI ITALIANI DELLA DIETA MEDITERRANEA?


DI SEGUITO ALCUNI RISULTATI DELL'INDAGINE CONDOTTA DA WWW.FRODIALIMENTARI.IT


In base all'indagine realizzata lo scorso anno, alla presentazione della proposta di legge sulla dieta mediterranea  alla camera  si evinse che  il 43,5% del campione nazionale non fosse a   conoscenza che  l’ attività fisica fosse parte integrante del regime alimentare legato alla dieta mediterranea, e soprattutto rimase un po' perplesso di fronte al termine “piramide alimentare”,  solo il 24% è risultato essere a conoscenza che essa rappresenti la rappresentazione grafica dei principi nutrizionali della dieta mediterranea . 




L’indagine sottolineò anche la necessità di identificare al meglio i prodotti rientranti nel regime alimentare (con una maggiore identificazione ed etichettatura nei punti di vendita o somministrazione cibo, anche attraverso una più adeguata campagna promozionale, infatti il 50% del campione afferma di conoscerne solo alcuni e non tutti). 
In base a quel campione    solo il 10% dei prodotti nei menu erano rappresentativi della dieta mediterranea (questo dato è giustificato dal fatto che essi confondono i prodotti in base al luogo di produzione e quindi provenienza).

Confrontando quei dati con  quelli scaturiti  quest’anno i evince una leggera modifica  nei dati fra l scorso anno e uesto in corso-. Nello specifico la valutazioen dei dati prende in considerazione non solo il contesto  nazionale ma anche  quello regionale e provonciale.Il campione  rientrante nella Regione campania mostra come il 48% conosce il significato della Dieta Mediterranea ,quasi il 42%  nella provincia di benevento afferma di conoscere il regime alimentare, il dato più basso è quello nazionale con il 35%.



Sicuramente il48% è influenzato dal fatto che il concetto di dieta med è stato in queti ultimi anni molto dibatuto e nella Regione rientra anche il Cilento luogo dove è nata la DIETA MEDITERRANEA ad opera di Keys.


Per verificare l’attendibilità delle risposte è stato chiesto quale fosse la rappresentazione grafica della dieta. Il 50% del campione ha risposto la Piramide alimentare.  Nella regione campania la % si alza al 67 % mentre nel Sannio è del 48%.
A questo punto è stato necessario verificare se il campione conoscesse il significato di dieta mediterranea. Sono state inserite alcune definizioni pressocchè similari,  il risultato è stato discreto, anche in questo caso il campione regione campania ( 56%) ha mostrato una maggiore conoscenza del termine, seguito da quello  nazionale ( 43%%), fanalino di coda la provincia di Benevento ( 36%).
Molti hanno attribuito il significato di dieta Med a  regime e piatti del mediterraneo, un modo troppo blando, anche se non errato di definire questo regime alimentare .



Anche per i non addetti ai lavori parlare di sana  e corretta alimentazione significa  utilizzare un regime alimentare e con frutta, verdura, attività fisica e riducendo gli zuccheri e la carne. Ma pochi sanno che queste  indicazioni sono i principi base su cui si poggia la dieta mediterranea e quindi non sanno che la rappresentazione grafica è quella di una piramide in cui al vertice si trovano gli alimenti che si devono consumare meno di frequente mentre alla base vi è attività fisica e il consumo di frutta e verdura.
A sei anni dal riconoscimento  e DALL'INSERIMENTO nella lista del patrimonio immateriale italiani sono a  conoscenza di questo importante traguardo?



I dati sono pressoché positivi, sempre il campione regionale è quello più informato con  l’88%, seguito sa quello nazionale con il 67% e fanalino di cosa è rappresentato da quello provinciale (BN)  con il 60%. Il dato più controverso è quello relativo al 60% che ritiene nel campione nazionale che la dieta non ha ottenuto nessun tipo di riconoscimento.


Ma gli italiani sanno quali sono i prodotti rientranti nella dieta mediterranea? E sui banchi di vendita sono identificati?
per il 70% dei consumatori regionali non serve in quanto si conoscono, in quanto  fanno parte della tradizionale alimentazione. Percentuali più basse per i beneventani ( 55%).