giovedì 18 febbraio 2016

Cibo web e consumatori_ i fenomeni dell'e-commerce e delle recensioni online

INTRODUZIONE
A cura di Anna Zollo
Come è cambiato il modo di fare acquisti? Che tipo di influenza ha il web sugli acquisti?
Il commercio a distanza ha lontane origini, le prime forme in America quando, chi non poteva studiare di faceva inviare le dispense a casa per corrispondenza, oppure ancora prima quando si acquistava su catalogo stoffe o vestiti.
La vendita online quindi si può affermare sia  figlia di “Postalmarket”, strumento che le signore italiane hanno utilizzato alla grande durante gli anni 80 per soddisfare le esigenze del consumismo. Poter acquistare a volte cose inutili ma divertenti.
Per poter parlare di vero e proprio di e-commerce è stato necessario aspettare la fine degli anni 90, infatti, la  prima vendita su internet in Italia si fa risalire al 1998 con la vendita di un libro di Camilleri venduto tramite   IBS. Il libro, si racconta sia stato acquistato da  un cliente degli Stati Uniti.  Negli anni il fenomeno è cresciuto, diventando un modo pratico e veloce per fare acquisti.
Tale la rilevanza, soprattutto negli Usa e in alcune nazioni europee ( UK, Germania, Francia, etc, meno in Italia) che è stato  necessario definire tale “fenomeno”.
Secondo la definizione formulata dall’OCSE si tratta di vendita o acquisto di beni o
servizi, effettuati da un’impresa, un individuo, un’amministrazione o qualsiasi altra entità pubblica o privata, attraverso l’impiego di una rete internet. In particolare sono identificabili le principali tipologie di e-commerce che distinguono la relazione tra i soggetti coinvolti. Si parla di B2B (Business to Business, tra imprese) per l’ecommerce che si realizza sotto forma di relazioni commerciali tra imprese.
Nel 2015, secondo la ricerca “E-commerce in Italia” di Casaleggio Associati, i prodotti maggiormente acquistati sono stati quelli per il tempo libero con il  49% ( anche sevizi non solo prodotti), seguiti dai giochi,  dal turismo ( 30%)  e per l’alimentazione per il solo 1,3%, per un fatturato di circa 24 miliari di euro.

I siti maggiormente usati per fare acquisti sono le grandi corporate, fa cui Amazon (che proprio quest’anno ha aperto una sezione per l’agroalimentare, oltre che artigianato), seguita da Ebay, stranamente nella lista non c’è  Booking e Tripadvisor, poco significativi  i siti e-commerce  individuali e fai date, forse ancora ritenuti poco sicuri e troppo rischiosi ( sia in termini di prezzo che di qualità della merce).
Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio e-commerce B2c,  nel 2015 vi è stato un incremento di oltre 2,2 miliardi (+16%) rispetto al 2014. Gli acquirenti abituali (almeno un acquisto al mese) sono  passati a 11,1 milioni e lo costo  medio pagato per ogni acquisto si aggira intorno agli 89 euro.
Nell’indagine  posta in essere dall'Osservatorio eCommerce B2c si evidenzia come i settori che mostrano un incremento vi siano il Turismo (+14%), l'Informatica ed elettronica (+21%) e l'Abbigliamento (+19%), senza dimenticare  l'Editoria (+31%), il Food&Grocery, l'Arredamento e Home living e il Beauty.
Secondo i dati forniti, invece, dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano del 2015, il turismo, con 7.762 milioni di euro è ancora leader  nei servizi con il 47% del mercato eCommerce B2c italiano. Seguono le assicurazioni con 1.235  milioni di euro (7,5%) e gli altri servizi (ticketing per eventi, ricariche telefoniche, eccetera) con 893 milioni (5,5%). Tra i comparti di prodotto spiccano l'informatica ed elettronica, con 2.212 milioni (13% del mercato) e  l'abbigliamento che con 1.512 milioni pesa per il 9%. L'editoria ha il 4% del mercato, pari a 593 milioni, il food&grocery il 2% con 377 milioni di euro, l'arredamento e home living (2% del mercato, pari a 370 milioni) e il beauty (1% del mercato, pari a 190 milioni). Le altre categorie di prodotto e il c2c (consumer to consumer) pesano per il 9%.  
 Ottime performance per il settore del food per l’Italia, forse anche grazie all’Expo 2015. Secondo i dati del  Politecnico di Milano  nel food vi è stato un incremento  del 30% (dati che hanno potato Amazon ad investire nel cibo settore food e nell’artigianato ) per un totale di 460 milioni di euro.
L’e-commerce quindi sempre più in crescita, ponendosi nello scenario politico ed economico come un comparto da tener d’occhio, soprattutto per controllare se vi sono “illeciti”.  Nel 2014 a seguito anche a particolari casi di “frodi” sul web MDC  e
la testata Frodialimentari.it, hanno condotto un’analisi per comprendere come i consumatori italiani si approcciano al web nei loro acquisti, verificando le criticità oltre che le positività del settore. Nell’indagine, furono, inoltre analizzate le principali frodi e truffe a danno dei cittadini che acquistano online: dal settore della privacy, ai pagamenti alle contraffazioni di prodotti di qualità venduti sul web.
Partendo dall’esperienza 2014  MDC e Frodialimentari.it hanno deciso di ampliare l’indagine riverificando l’approccio dei cyberconsumers  negli acquisti sul web dall’altra parte approfondendo il tema della trasparenza dei siti di e-commerce, caratteristica legata alla tutela da truffe e frodi ai cittadini; dall’altra analizzando un fenomeno in crescita nel mondo di internet e del food, ovvero le recensioni online

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