mercoledì 7 agosto 2013

Recensione Non nel Mio Giardino, ambiente ed energia oltre la paura,



Non nel Mio Giardino, ambiente ed energia oltre la paura, è il titolo che l’autore Vincenzo Pepe ha deciso di dare al suo ultimo lavoro editoriale, forse il più faticoso. Non che l’autore non sia avvezzo nello scrivere, ma questo libro è diverso, meno tecnico e più divulgativo, nel quale cerca di far comprendere le motivazioni di una scelta di vita. Dove si coniuga la passione per un modo di vivere e la voglia di rendere palese questa scelta.


Il titolo la dice lunga,  Not In My Back Yard   che per chi bazzica nelle materie ambientali, e nei circoli ambientalisti di prima generazione  conosce con il nome Sindrome NimBy, cioè l’  atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite.
Vincenzo Pepe eclettico ricercatore della Seconda Università d Napoli, ha deciso di raccontarsi e raccontare l’esperienza di una vita,in modo semplice e accattivante. Nel libro l’autore mette a nudo alcune sue fragilità, che hanno caratterizzato la sua voglia di far conoscere un tipo di ambientalismo diverso, più aperto meno ingessato e meno strumentalizzato.
Nel libro ci sono scorci di vita vissuta, che hanno nel tempo sedimentato la necessità di lottare, come faceva Don Chisciotte  contro i mulini a vento.
Nel caso di Pepe, i mulini sono rappresentati dalle ideologie stereotipate della politica e dei singoli cittadini, che nel tempo hanno accettato dei modi di vivere e di pensare perché di uso comune, e perché più semplici da perseguire. Idee che si fermano agli anni 70-80, ma ormai sorpassate.
Nel testo, così come nella vita l’autore invece, decide di dar vita a quelle idee  che per molti sono controcorrente, ma che invece sono frutto di analisi non solo tecniche ma sociali. Dove l’ambiente e la tutela dello stesso devono essere visti in modo complesso e critico, dove la tutela ambientale deve andare di pari passo con il progresso e la tecnologia.
È necessario, come dice l’autore, ragionare sulle cose, e non dare un responso negativo prima di aver valutato tutte le ipotesi, ed è necessario far sorgere il dubbio sulle cose, è il dubbio dice Pepe, parafrasando Russel, il dubbio si insinua fin nel profondo delle convinzioni di un individuo, le mette alla prova e consente di agire con coraggio e di non adeguarci agli stereotipi .
L’autore racconta, delle sue battaglie sul nucleare, e delle emozioni contrastanti che ha vissuto, e della importanza della famiglia nelle scelte nel momento in cui è stata minacciata sia la sua incolumità che dei suoi cari. La necessità d lasciare ai propri figli, in primis, ed alle generazioni future, un modo di affrontare la vita senza paura per delle idee che portano la massa a “vivere in modo critico”  senza dire sempre no ma decidere a seguito di studi riflessioni e confronti.
Pe far comprendere da dove è nata questo modo di approcciarsi alla vita ed alle idee “innovative” l’autore parla dei suoi “ispiratori” e “maestri” di vita.
Giusto per citarne alcuni:  Moravia, Paolini    Russel,   Gadamer, Vassallo  e  Vico, dove di alcuni ha solo letto le opere o ammirato il pensiero mentre con altri ha avuto la possibilità di confrontarsi e imparare che le idee anche se scomode per gli altri si devono difendere.
E l’autore ha fatto ben tesoro di questi insegnamenti, mi piace  citare un passo del libro molto bello ed interessante, nel quale credo ci sia tutta la filosofia di una vita.
"A quanto pare ci vuole una tempra ben allenata per portare avanti le proprie idee ed in particolare in materia di energia, di ambiente, di qualità della vita, c’è bisogno di tutte le doti  migliori che un individuo può mettere in campo a disposizione del libero pensieri, dei suoi collaboratori e della democrazia. Occorre coltivare il futuro, allenare la dote della preveggenza, guardare oltre gli steccati del presente, immaginare e ideare un domani che ha l’obbligo di essere migliore rispetto al tempo che a ognuno tocca da vivere. Ciò che ho imparato negli anni dell’insegnamento e dall'impegno per l’ambiente, è che la vera libertà viene dalle ture idee e dalla passione  con la   quale la difendi. La mia felicità, oggi, viene dal battermi per ciò che ritengo valido, dalla difesa di quelle opinioni che sono poche rappresentate, a volte minoritarie, ma non per questo meno valide e utili. Dovunque ci si guardi sull'orizzonte potremmo trovare ciò che ci servirà per vivere meglio. Nulla va lasciato intentato e  nulla va scartato a priori (…) Perché come mi piace ripetere, la verità non sta mai tutta da una sola parte " ( Vincenzo Pepe)



Listino€ 19,90
EditoreBaldini Castoldi
CollanaLe boe
Data uscita29/07/2013
Pagine 347
LinguaItaliano
EAN9788868520298

Questa recensione è anche stata pubblicata in www.frodialimentari.it, e www.newscampania.it