giovedì 25 luglio 2013

Non nel Mio Giardino (Not In My Back Yard) il libro che vivacizzerà l'ambientalismo tradizionale

Attesa, ansia, emozione, ma anche insofferenza. Queste sono le emozioni che ieri si respiravano presso la sede di FareAmbiente. Trepitante attesa perchè il corriere era in ritardo e insofferenza per non poter sfogliare quelle pagine bianche con tante lettere nere in cui però era stato riversata tutta la Passione di una vita, tutte le emozioni, tutte le paure, le gioie di un percorso duro, faticoso  ma pieno di soddisfazioni. Alle 14 è arrivato  finalmente Non nel mio giardino_ ambiente ed energia oltre la paura, ultima avventura, del    fondatore del Movimentato Vincenzo Pepe.

Trepidazione da parte di tutti  per la nuova avventura che stava per cominciare, tutti infatti erano coscienti che con la pubblicazione del  libro, stava per cambiare qualcosa, di sicuro piogge di apprezzamenti ma anche potenziali critiche  Attraverso la lettura del libro infatti, la consapevolezza, di un nuovo modo di approcciarsi all'ambiente. Non che questo Pepe, non lo avesse già fatto! Chi lo conosce  e lo segue ( apprezzandone le idee o rigettandole) ha avuto modo di approcciasi con il suo pensiero anticonformista sulla tutela dell'ambiente.
Il primo pensiero che potrebbe nascere,per chi ancora non ha visto il libro potrebbe essere  vabè nel libro ci saranno le solite "chiacchiere" sulla tutela dell'ambiente, sulla importanza del nucleare. Ed invece no! c'è altro e questo a via Tacito lo si sapeva Bene.

Nel libro ci sono scorci di vita vissuta, emozioni giovanili quando i" grandi" hanno contribuito a formare questo pensiero, che ancora oggi, per molti è utopico, dove si da spazio al ragionamento e si rigettano e combattono le ovvietà.
Le idee che hanno dato vita a questa nuova corrente di lettura dell'ambiente si deve all'incontro sia virtuale che in visu che Pepe ha avuto con i grandi Filosofi, i grandi scienziati e scrittiori  che lo hanno ispirato.
Primo fra tutti Vico, senza dimenticare Gadamer, Russel Moravia.


Nelle pagine del libro si legge tutto l'amore per la sua terra, per la sua famiglia. Sentimenti contrastanti, la paura per l'incolumità propria e per quella della famiglia quando ha deciso di "ragionare" sulla valenza del nucleare, ma anche la spensieratezza adolescenziale, i primi studi sull'ambiente, le scorribande in Francia, gli anni del dottorato e così via.

Queste due frasi  ("L'Ambiente è la libertà. E la libertà è responsabilità" Gadamer -"Se l'opinione è largamente condivisa non è prova che essa possa non essere completamente assurda o erronea.Russel )possono ben sintetizzare il pensiero che ha condotto a questo modo di vivere l'ambiente in modo sinergico, ed innovativo dove i no  apriori sono errati ma dove prima di decidere è necessario studiare e quindi approcciarsi alla scientificità delle cose, e non fare come lo struzzo mettere la testa sotto la sabbia, quando una cosa non piace .
Per chi poi come me ha avuto la possibilità di conoscere l'autore anche durante il proprio percorso accademico,  ed ha potuto conoscere il PROFESSORE, il RICERCATORE, l'UOMO, può apprezzare ancora di più il lungo percorso che ha dovuto  affrontare per arrivare alla scrittura di questo testo.
Che ha un merito di affrontare temi scottanti con  molta leggiadria, dimostrando come per parlare di cose scomode non sia necessario essere catastrofista e "negativisti".